la
relazione di Padre S. Giordanella al Convegno del 20/04/08
All’inizio di questo mio intervento, voglio ringraziare
il Signore poiché mi ha dato l’opportunità di preparare,
seguire, animare, la scelta pastorale del gemellaggio,
autentico dono di Dio alla Chiesa di Noto e di
Butembo-Beni.
Dono ispirato da Dio ai fondatori Mons. S. Nicolosi e
Mons. E. Kataliko.
Loro lo hanno vissuto come un sogno, che gradualmente si
è realizzato.
Hanno osato, si sono fidati della Provvidenza e ora noi
ne accogliamo i frutti.
L’ispirazione è originale, unica nel genere dei
gemellaggi.
E’ il gemellaggio più completo che esiste in Italia e
forse nel mondo, perché non prevede solo l’aiuto ad un
progetto di solidarietà, ma è una scelta pastorale
inserita in una ecclesiologia di comunione tra due
“Chiese sorelle”.
E’ fondato sulla Teologia del Corpo mistico.
1)
E’ un progetto pastorale che crea ponti. Per
costruire i ponti bisogna essere manovali, cioè
rimboccarsi le maniche, lavorare insieme, sporcarsi le
mani, ma anche essere ingegneri cioè guardare lontano,
saper progettare, saper ascoltare ogni messaggio che
viene dall’altra sponda.
In questi anni si è cercato di fare tutto questo.
2)
E’ un progetto pastorale che cerca uno scambio.
La sfida del futuro a livello religioso, culturale,
politico, sarà lo scambio.
Scambiarsi le ricchezze è aiutarsi a colmare le
rispettive povertà, come dice il nostro Vescovo è e
sarà: l’impegno di questa scelta pastorale.
3)
E’ un progetto pastorale che educa alla
mondialità e alla missionarietà chiamato: ”Una
finestra sul mondo”.
4)
E’ un progetto pastorale che educa al
volontariato.
Chiunque ha deciso di spendere la propria vita al
servizio degli altri è stato un testimone che l’Amore è
l’arma vincente e supera la mera giustizia.
Tutto questo si è toccato con mano in questi venti anni.
E’ stata una palestra di gratuità e di comunità
alternativa agli schemi della società.
5) E’ un progetto pastorale che supera una visione
paternalistica o neocolonialista della solidarietà.
In un mondo debole come il nostro per potere affermare
che il debole “è mio fratello”, debbo riconoscere
che tutti siamo in misura differente deboli.
“Non dall’alto della mia sicurezza io ti riconosco
debole e cerco di aiutarti.”
Questo è paternalismo e puzza di neo-colononialismo.
Il passo successivo consisterà nell’innestare la logica
della dedizione e della reciprocità in un circolo di
amore e di giustizia.
Questa è stata la piattaforma in cui innestata la
logica del gemellaggio.
E’ un progetto che realizza quello che dicono i Vescovi
nella nota dopo il Convegno di Verona.
“Desideriamo che l’attività missionaria della Chiesa
italiana si caratterizzi sempre più come comunione e
scambio tra le Chiese”.
Mentre offriamo la ricchezza di una tradizione
millenaria riceviamo l’entusiasmo di una fede vissuta
nella gioia.
6)
E’ un progetto pastorale che vuole instaurare
quello che oggi si chiama”Amore politico” in
contrasto con i tempi dell’amore fugace, superficiale,
emotivo, persino strumentale.
L’amore politico è fatto di dedizione e creatività, non
si chiude nel privato ma si apre verso gli altri,
l’amore politico da corpo ad una cittadinanza
universale, che non si accontenta dei risultati.
Grazie a questo amore politico, i popoli possono
riconoscersi dando vita ad un incontro che non annulla
le differenze ma favorisce la convivenza. Quello che è
successo con la Chiesa di Butembo-Beni e con il popolo
congolese.
7) E’ un progetto pastorale suggellato dalle visite
pastorali dei Vescovi di Noto e di Butembo –Beni:
·
a Gennaio del 1990 da Mons. S. Nicolosi
·
a Gennaio del 2000 di Mons. G. Malandrino
·
a Gennaio del 2008 da Mons. Crociata
4 visite pastorali di Mons. E. Kataliko dal 21 -4 1988
fino al 1996
6 visite pastorali di mons,M.Sikuli dal 1997 fino ad
oggi.
9) E’ un progetto pastorale fondato su “8 punti“ nodali
messi insieme dai fondatori a Butembo nel 1990.
8 punti da confermare e da rivisitare dopo questi 20
anni, per rilanciarli e aggiornarli secondo quanto lo
Spirito suggerisce alla Chiesa nel ministero dei
Vescovi.
Ecco i frutti insperati che Dio ci ha concesso.
In questi 20 anni gradualmente abbiamo visto il
coinvolgimento di nostre 28 parrocchie gemellate con
altrettante parrocchie di Butembo-Beni.
7 container spediti
2000 adozioni a distanza
250 classi di scuole primarie e secondarie adottate
200 visitatori da Noto a Butembo –Beni
50 visitatori da Butembo –Beni a Noto
120 micro-realizzazioni realizzate (turbine
idroelettriche, mulini, sale polivalenti, piccoli
acquedotti, costruzioni di scuole, di classi,
ristrutturazioni di chiese, piccoli ospedali e cliniche,
case per catechisti, ponti, strade, suppellettili per le
chiese.
5 scambi a livello culturale, teologico, biblico
Stages di medici di Butembo negli ospedali di Noto,
Avola, Modica
Stages di universitari di Butembo a Catania
Corso di specializzazioni di medici della diocesi di
Butembo-Beni a Messina
3000 lettere di comunione tra Vescovi, giovani,
parrocchie, suore, insegnanti, seminaristi, mamme.
2 tesi di laurea: 1 pastorale, 1 tecnica
e tanto altro….
C’è da benedire Dio di tutto questo e vogliamo farlo
insieme.
Don
Salvatore Giordanella
Direttore
dell’Ufficio Missionario Diocesano