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Maria
Federica e Maria Giulia, piccoli angeli in cielo
ecco
la commovente testimonianza di due Sostenitrici del Gemellaggio
che nel 2006, in occasione di un viaggio a Butembo Beni, vollero
fare da madrine a due bimbe: Maria federica e Maria Giulia

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Maria
Federica il 5 Maggio prossimo compirebbe tre anni, purtroppo
non è arrivata neanche a uno, strappata alla vita per la
malaria almeno così hanno detto. Maria Federica è il nome
che io, madrina di battesimo, le ho dato unendo il mio nome a
quello di mia figlia. Mi ricordo il giorno del suo battesimo
come fosse oggi. Erano le sei del mattino e la chiesa era già
gremita di gente quasi a scoppiare, l'odore intenso era forte
e noi europei lo avvertiamo in modo particolare, era domenica
mattina. Georgette la mamma di Maria Federica era
elegantissima e la bimba sfoggiava un bellissimo vestitino
bianco che le avevo regalato io per l'occasione. Le bimbe che
in quel giorno ricevevano il battesimo erano 3, le altre erano
Maria Giulia e Margherita. Durante la celebrazione la mia
bimba piangeva, forse aveva mal di pancia, me ne sono accorta
dopo un po quando mentre la tenevo in braccio, mi sento un
liquido caldo che mi colava nel braccio.....loro non hanno i
pannolini, se li avessero non sarei qui a parlare di loro.
Delle tre bimbe che quel giorno
sono state battezzate ne rimane solo una Margherita, Maria
Giulia ci ha lasciate domenica scorsa. Ho pianto tantissimo e
non vedo l'ora di abbracciare la sua mamma disabile dalla
nascita, ha avuto questa bimba senza essere sposata da una
relazione extra (in quei posti è comune) Maria Giulia era la
fonte unica della sua vita.Vi chiedo di essere con me durante
la mia missione in gennaio e sin da ora a ognuno di voi chiedo
di pensarmi nelle vostre preghiere. Una cosa bella Georgette
la mamma della mia Maria Federica ha avuto il mese scorso 2
gemelli che io in gennaio battezzerò: questa volta i nomi
saranno dei miei figli maschi! Il sogno nel cassetto di
noi parrocchiani del Sacro Cuore di Modica è la realizzazione
di un centro di primo soccorso nella nostra parrocchia gemella
di Bingo, troppi bambini muoiono prima di arrivare a 5 anni.
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Quel
gennaio del 2006, mentre con mio marito Tonino camminavo per
le vie di Bingo (in Congo), a far visita alle famiglie, nelle
loro capanne, mi colpì tanto una mamma disabile, accovacciata
davanti alla sua piccolissima capanna che allattava una bimba
di appena un mese. Mi fece tanta tenerezza, ci salutammo e per
un po’ siamo state insieme; non vi dico la folla di altri
bimbi e di persone che ci hanno accerchiato. Quando sono
andata via le ho regalato un Rosario e pensavo che non ci
saremmo più riviste. L’indomani al parroco della parrocchia
di Bingo abbiamo chiesto di adottare una bimba o due del
villaggio: Quale sorpresa quando mi portarono quel “piccolo
fagottino” avvolto in stoffa coloratissima (tipiche
africane), dicendomi che la mamma disabile aveva grandi
necessità per vivere. Ci siamo abbracciate e abbiamo fatto un
sacco di foto. La domenica successiva, 15 gennaio 2006,
abbiamo battezzato quella bambolina chiamandola Maria Giulia,
ed aveva appena un mese. Con la mamma abbiamo stretto un
rapporto di amicizia semplice e sincero. Abbiamo continuato a
scriverci e con mio marito ci siamo sempre presi cura della
piccola Maria Giulia Soki Bafati, anche quando ha avuto
bisogno di un ricovero in ospedale, di medicine ecc..
Ogni giocattolo, ogni vestitino che vedevo lo compravo
e lo mettevo da parte per portarlo a Maria Giulia a Settembre,
quando sarei tornata a li. Ci siamo incontrati il mattino
presto in Chiesa e ci siamo abbracciate con tanto affetto, la
piccola era cresciuta bene, cominciava a muovere i primi
passi. L’ho presa in braccio, era una bellissima bambolina
con le treccine fitte fitte, vestita in maniera ordinata e
desiderosa dei nostri bon-bon (caramelle). Il suo papà era
morto; purtroppo da quelle parti non è raro morire anche
giovanissimi, a causa della mancanza di medicinali e
antibiotici. Abbiamo trascorso a Bingo un'altra settimana
insieme, abbiamo comprato a Francesca (questo è il nome della
mamma di Maria Giulia) una macchina da cucire, lei è una
brava sarta e con quello strumento si sarebbe potuta
guadagnare da vivere. Eravamo contenti di questa adozione,
perché ci apriva il cuore a quel mondo nuovo, sconosciuto,
bellissimo ma allo stesso tempo bisognoso di ogni nostro gesto
di carità. Ed eravamo contenti nel vedere la piccola Maria
Giulia, il suo dolce sorriso, il suo modo di giocare con quei
giocattoli “occidentali”, il suo visetto rotondo e suoi
due occhi grandi e vispi. Anche adesso, che dovrò ritornare
nel Congo il 12 Gennaio, ho preparato tantissime cose per
lei… ma so che ormai le non c’è più. La piccola, dolce
Maria Giulia è tornata in cielo il 27 Ottobre scorso, forse a
causa di una allergia, ed io quella notte ho chiamato sempre
il suo nome, Giulia, nel sonno, nonostante ancora non sapessi
della sua morte. Non c’era un legame di sangue con questa
famiglia, ma è certo che c’era un legame di amore, e quando
l’amore è sincero e forte, anche a migliaia di chilometri,
ti accorgi quando viene meno. Ho saputo che Francesca ha
parlato dopo 3 giorni. Il suo dolore, il dolore di una mamma
rimasta ormai sola, ha passato il continente africano ed è
giunto fino a noi. Cara Francesca, abbiamo un bellissimo
angioletto in cielo io e te; ci sosterremo a vicenda e non ti
abbandoneremo nel tuo immenso dolore.
Un
abbraccio, a presto
Maria
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