Ottobre
2000 - Mons. Nicolosi
Il
ricordo vivo di Mons. Nicolosi
Dono
prezioso per la nostra Chiesa netina
La
morte di Mons. Kataliko
ci ha tutti profondamente commosso.
Questi
sentimenti, che sono diventati partecipazione corale della
nostra Chiesa netina al dolore della Chiesa di Butembo e Bukavu,
sono uno dei frutti del gemellaggio firmato sull'altare da mons.
Kataliko e da me il 21 aprile 1988 e continuano dai carissimi
mons. Malandrino e Melchisedech, vincolo di carità fraterna ed
esperienza profonda e concreta di cattolicità:
-
esperienza profonda
in quanto comunione tra Chiese, oltre il succedersi dei pastori e
delle persone,
-
esperienza concreta, per
la "nota" particolare che ogni persona ha dato a questa
sinfonia di fede, di speranza
e di amore.
E
- ora che non è più
tra
noi - la "nota" di mons. Kataliko risplende in tutta
la sua bellezza e diventa eredità da accogliere e da far
fruttificare con amore.
E
la "nota" del pastore
fedele,
che ha condiviso l'impostazione che fin dall'inizio abbiamo
voluto dare al gemellaggio, alla luce del Concilio Vaticano II:
-
una comunione che coinvolgesse le due Chiese nella loro interezza
e non solo al vertice o nelle comunicazioni particolari,
-
una comunione che si esprimesse nella reciprocità dello
scambio,
-
una comunione anzitutto pastorale, per convertirci alle cose
essenziali della fede.
E’
la "nota" del pastore buono, che ha avuto sempre cura del suo popolo, già
come vescovo di ButemboBeni e ancor più
passando
alla diocesi di Bukavu, dopo il martirio del suo predecessore,
facendosi talmente uno con la sua gente da portare su di sé -
nella "sua carne" - il dolore e l'angoscia, fino a
vivere l'amara esperienza dell'esilio e fino a una morte prematura
alla quale certamente non è
estranea
la grande sofferenza di questi anni.
E’
la "nota" del pastore che sa diventare profeta, denunciando con coraggio
l'ingiustizia e chiamando per nome i responsabili - comprese le
potenze de nostro Occidente sazio e prepotente - e annunciando -
in un contesto di grande violenza, le esigenze del Vangelo della
pace e della riconciliazione.
Sono
note che noi dobbiamo ora accogliere e saper far risuonare
-
nell'ordinarietà della nostra vita,
-
nel rinnovato impegno a far sentire più
alta
la nostra voce di fronte ai potenti di questo mondo che opprimono
e spadroneggiano,
-
nel cercare insieme a tutti la giustizia e la pace
-
nell'intessere sempre più i legami
di
amore che scaturiscono dal nostro gemellaggio, tutto operando
-
nell'attesa del regno che invochiamo insieme ai poveri della terra
e in cui pensiamo gia mons. Kataliko e quanti hanno offerto se
stessi per amore dei fratelli,
-
nella speranza di esservi un giorno anche noi e di poter gioire
insieme nell'ora del compimento della vittoria di Cristo sulla
morte e sul peccato.
Ci
accompagni Maria, donna del grande soffrire, ma anzitutto
dell'intrepida e tenace speranza, Scala del paradiso e regina
dei santi.
SalvatoIre Nicolosi
Vescovo emerito di Noto