Novembre
2000 - Mons. Sikuli
Ai
presbiteri e diaconi al termine del ritiro spirituale del 27
ottobre
Stateci vicini nel nostro Calvario
con una rinnovata visione di Chiesa missionaria e solidale
Oltre al
ringraziamento che devo esprimere per ciò che siete e fate per
la nostra Chiesa di Butembo-Beni, vorrei dire una parola sulla
testimonianza cristiana come missione
di ogni cristiano.
Superare
l'antica concezione di missione
Una volta la missione (ricordare le
espressioni come "andare in missione") era considerata
come una scelta eccezionale di singoli, coraggiosi e carismatici.
Oggi si ritiene invece che la missione fa parte della natura e
dell'identità stessa dell'essere cristiano.
"Sarete
i miei testimoni fino agli estremi confini della terra".
La
nuova situazione culturale esige un rinnovato annunzio del Vangelo
In
un mondo sempre più piccolo, attraverso i mezzi di
comunicazione e 'incontro delle culture, la missione cristiana
non è più riservata
a chi si sposta da una terra ad un altra.
Se
da un lato i mezzi di comunicazione e l'incontro delle culture
riducono le distanze, dall'altro portano pure ad uno sconvolgimento
di valori, di culture, di abitudini... e, in un contesto di
positivismo ateo, stanno portando ad un annebbiamento della
coscienza e dei valori, ad una confusione dei punti di riferimento
e dei parametri di giudizio.
E
proprio a questo punto che si rivela l'urgenza e l'attualità
della testimonianza cristiana.
Il
nostro gemellaggio nella nuova evangelizzazione
Il
mescolamento delle culture ha bisogno di essere guidato e
indirizzato dalla nostra testimonianza cristiana, per fare di
tutti i popoli l'unico popolo di Dio. Ed è questa la nostra
missione: fare di tutti i popoli l'unica famiglia di Dio (cfr
Assemblea dei Vescovi africani).
Mi permetto di
pensare, perciò, che il nostro gemellaggio è un modo tutto
cristiano di fare missione, nell'incontro reciprocamente
arricchente delle nostre culture e dei nostri popoli, con a base
il lievito evangelico che ci porta al rispetto, alla
valorizzazione, al dono, alla solidarietà vicendevoli.
Il nostro
gemellaggio nella nuova ecclesiologia
Ritengo, per
questo, che l'iniziativa, avviata dai due Vescovi nostri
predecessori e che stiamo portando avanti da 12 anni, è un modo
del tutto nuovo, rispondente alla ecclesiologia del Concilio
Vaticano II, di fare missione e di essere missionari.
Peso
determinante dei presbiteri nella formazione missionaria dei
fedeli
Da sempre, d'altra
parte , il ruolo del sacerdote, del parroco , e insostituibile per
mobilitare, sostenere la buona volontà dei nostri cristiani perché
la nostra missione reciproca sia vissuta e testimoniata sotto la
luce dello Spirito Santo.
Stateci
accanto nella difficile situazione di violenza e oppressione
Vorrei anche
raccomandare la nostra terra martoriata dalla occupazione e dalla
guerra alla vostra preghiera e al vostro sostegno. Stiamo
subendo delle ingiuste e pesanti vessazioni e la Chiesa è l'unico
difensore
della giustizia. Per questo salutiamo ancora con
riconoscenza al Signore, il coraggio, l'intraprendenza e la
lungimiranza del nostro predecessore Mons. Kataliko. Non potremo
imitarlo totalmente; possiamo però continuare la sua opera col
sostegno del gemellaggio e delle sue amicizie.
Con
coraggio insieme nel portare tutti i popoli a Cristo
Il
rapporto ormai instaurato tra le nostre due Chiese è un modo
tutto nuovo di fare missione. Il nostro coraggio e la nostra testimonianza
è una grande missione nel mondo di oggi, per portare tutti i
popoli a Cristo.
+
Melchisedech Sikuli
Vescovo
di Butembo-Beni